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Mi scusi, ma per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare? La celebre frase di Totò e Peppino può sintetizzare lo stato confusionale che deve affrontare il web designer oggi. Non stiamo parlando dei grafici web che lavorano per grandi agenzie con facoltosi clienti che non badano a spese, bensì dei creativi che lavorano principalmente con la Piccola e media impresa.

Il problema principale è l’accessbilità: accessibile a chi? Ora che non basta progettare siti per le diverse risoluzioni dei browser pc, sono intervenuti una serie di nuovi dispositivi che stanno prendendo sempre più quota sul mercato e che non possiamo tralasciare. Parliamo di iPhone, iPad (le quali ci invitano a sviluppare app ad hoc), ma anche tablet e mobile Android, che sposano la filosofia dell’Open Source e, come se non bastasse, BlackBerry e tutta quella serie sterminata di smart phone uno diverso dall’altro sia come schermo che come sistema operativo.

Proviamo a tornare calmi, scomporre il problema e proviamo a ragionare su questa nuova mole di lavoro che ci attanaglia. Partiamo con il primo problema, le applicazioni che sfruttano iOS.

Il sogno e l’incubo dell’Apple Store

L’Apple Store è una gran bella cosa perché: innanzitutto ci fa creare applicazioni per una serie di dispositivi che possiamo considerare il meglio per quello che riguarda i tablet e gli smart phone.

  1. Molti esperti concordano che non ci siano proprio paragoni tra le tecnologie iOS e i suoi simili, anche quelli basati su Android checché ne dica Google.
  2. Le validazioni dell’App da parte dello staff di Jobs & co. assicura la creazione di applicazioni valide e well-formed.

Ma l’Apple Store appare a molti anche una gran brutta cosa:

  1. Non si possono usare per la programmazione prodotti che non utilizzano piattaforme di sviluppo accettate da Apple: “Flash sì, Flash no”, in periodo sanremese, potrebbe essere una sorta di refrain riscritta da Elio e le Storie Tese.
  2. Le validazioni delle App sono qualcosa di cervellotico.
  3. L’iscrizione ad Apple Store costa 99 dollari all’anno
  4. Una volta che avrete ottenuto le autorizzazioni per la vostra applicazione (se avete letto il punto 2 non sembra cosa facile), Apple vi detrarrà il 30% di commissioni per ogni singola app venduta.

La cosa che ci fa ben sperare è che Apple stessa, forse pressata dalla concorrenza, si sta ricredendo sulle sue leggi ferree  e, dopo aver ascoltato le lamentele dei designer e degli sviluppatori, sta pian pianino modificando la propria filosofia cercando di ammorbidirla. Noi, da buoni web designer stressati quali siamo, speriamo che questo proceda il più volecemente possibile, così potremmo aver creato la nostra applicazione per iOS.

Una volta creata la nostra applicazione per l’Apple Store saremo ben felici di constatare che tutti gli utenti di smart phone e tablet diversi non potranno mai utilizzarla.

Passiamo allora al secondo punto per colmare questa spiacevolezza.

Creazione di applicazioni per Android: facile come bere un bicchier d’acqua

La creazione di applicazioni per Android è assolutamente diversa rispetto alle tecniche di sviluppo Apple. Una piattaforma molto semplice da utilizzare per lo sviluppo si chiama App Inventor: il prodotto è estremamente semplice e, i novizi programmatori, potranno esultare: per programmare con App Inventor non serve niente, nessuna base di programmazione, nessuna riga di codice.

I miscredenti dicono che il problema del mondo open source e dei prodigi di App Inventor sia nella qualità di applicazioni che verrebbero rilasciate, per quanto riguarda il primo punto secondo noi non è così importante, “piattaforme” come Java o PHP su tutte hanno rilasciato degli ottimi progetti open, certo, non tutti, ma comunque più di qualcuno degno di nota sì. Per quanto riguarda l’App Inventor siamo scettici anche noi, una piattaforma di sviluppo per neofiti che permette di creare Applicazioni senza scrivere una riga di codice non ci sconfifera tanto, la proveremo e vi diremo, va comunque evidenziato che i programmatori doc possono sempre utilizzare C++ per le loro applicazioni Android.

A questo punto abbiamo capito che una volta effettuata un’applicazione per iOS possiamo crearne una per Android e il maggiore mercato dei principali smart phone e tablet è completato ma, gli altri smart phone, quelli meno “importanti” come, per esempio, BlackBerry?

Realizzare una versione mobile per un sito web

Forse è la soluzione ideale, anche perché non sempre un cliente è disposto a spendere per un sito pc con app Apple, una Android e una versione visible sugli altri smart phone. Secondo noi risulta essere best practice anche perché non bisogna versare soldi a nessuno (Apple Store), né tanto meno chiudere un applicazione soltanto ad un dispositivo (iOS o Android), molte volte un application mobile non è nient’altro che un sito ben fatto, allora perché non utilizzare le media query dei nuovi CSS3 per realizzare un sito visibile su più dispositivi?

Meditate web designer, meditate…