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A furor di popolo il tasto mi piace ce l’ha fatta! Erano nate pagine su facebook che tifavano il famoso Like al posto del pulsante condividi, il popolo di facebook ha chiesto a gran voce: rivogliamo il tasto mi piace, avete cliccato su questo link? Ecco bravi, quella pagina ci serve a mo’ di cappello, non imitatela mai se siete poco esperti di facebook, non è così che si attira gente verso la propria attività!

Il tasto mi piace, dunque, è risorto: lunga vita al tasto mi piace!


 

Effettuando un’analisi di quello che è il nuovo tasto, però ci accorgiamo che qualcosa è cambiato…

Finora sappiamo tutti che è cambiata la visualizzazione dei link esterni quando cliccate su mi piace:

Non c’è che dire: i click sul nuovo tasto mi piace sono molto più visibili sia nel nostro profilo che sulla home page della nostra bacheca facebook, ma per comprendere queste funzionalità vi rimando all’ottimo lavoro di Facebook strategy (cioè al primo link inserito in questo post).

 

Ma quali sono gli effetti collaterali che possono scaturire da questo trionfo? Innanzi tutto, prima di decretare la vittoria del nuovo Like, Facebook aveva decretato una scelta che provocò diversi spasmi ai designer web: la deprecazione del proprio FBML a vantaggio di una delle tecniche più schifose che l’HTML abbia mai potuto immaginare: l’IFrame! L’IFrame è, per chi non lo conoscesse, un’istruzione HTML, un bel riquadro fluttuante nel bel mezzo della pagina dove potete caricare di tutto, dal sito della Coca-Cola o della Pepsi (per par condicio) a un bel malaware-spyware-virus troiano come la mamma che l’ha generato. Ma perché una mossa del genere? Secondo alcuni apocalittici che, in questo caso, vede anche la nostra presenza, l’IFrame servirà per inserire praticamente tutto il web dentro le pagine facebook: una gran bella risposta a chi aveva pensato di far fuori facebook dal suo ambìto motore di ricerca, voi cosa ne pensate siamo troppo apocalittici? Di sicuro c’è che qualcosa sta cambiando sul serio, stiamo a guardare e, nel frattempo, pensiamo a come comportarci con i nostri fan (e in alcuni casi clienti) ora che Facebook si è rivolto all’esterno per prenderselo in blocco 🙂

 

 

 

Lo avevamo preannunciato in un link pubblicato all’interno della nostra pagina web: il logo del summit del web 2.0, tenutosi a san Fransisco nel mese di Novembre, sembrava quello di una battaglia a Risiko: Google contro Facebook, Apple contro Adobe, Google contro Apple, Netfix contro Hulu, Twitter contro Facebook, Microsoft contro Google.

I primi sentori di questa battaglia si sono avuti già dall’Aprile del 2010, quando Steve Jobs, in occasione della presentazione della nuova versione Beta dell’iPhone OS 4.0 (il primo iOS), si scaglia pesantemente contro Adobe Flash, la quale, dal canto suo, aveva presentato da qualche mese la versione del nuovo Flash CS5: un software dedicato alla creazione e alla compilazione di applicativi per iPhone e iPod touch, la risposta di Jobs e soci è chiara e semplice: Adobe Flash non fa parte degli standard di sviluppo per iOS. Dal 13 Settembre 2010, anche grazie al fiorire di soluzioni mobile che fanno largo uso di applicativi Open Source, le cose sembrano campiere e Adobe Flash rientra nei piani Apple. Siamo solo alla fine di una prima guerra? Staremo a vedere, intanto, un’altra sta bussando alle porte.

Per tutti gli utenti di Google.com (il tool non è ancora disponibile per la versione .it), BigG ha proposto la sua nuova versione del motore di ricerca: il Search Engine del web per eccellenza si presenta con una barra in alto che ricorda molto il design dei social network, che Google sia interessata a questo mercato di certo non fa notizia, il progetto Google Me, di cui abbiamo parlato in passato e i tentavi mal riusciti di Google Buzz vanno in quella direzione. Oltre al design va segnalato sicuramente il tanto chiacchierato “nuovo” Google social search: il motore di ricerca lanciato più di un anno fa, che si apre al mondo dei social network e, mentre Facebook modifica il suo search interno seguendo lo stile di BigG, quest’ultima modifica il suo design con una barra in stile Facebook. Tutti d’amore e d’accordo? Assolutamente no, perché su Google Social Search compaiono tanti social network tranne che… Facebook! (social su cui invece punta il rivale Bing): come mai Google ha deciso di chiudere le porte della ricerca sul social web proprio al sito di Zuckerberg e soci? ne sapete qualcosa di più? vi siete fatti un’idea? Parliamone… 😉 a parte questi dubbi amletici c’è da dire che Google social Search riabilita (tra l’altro non ce n’era proprio il bisogno), la forza dei social network: il funzionamento  è molto interessante e, chi meglio, di giorgiotave, esperto SEO può spiegarne il funzionamento? Così abbiamo deciso di pubblicare questo link da YouTube che spiega le differenze tra le ricerche social effettuate in Bing e le rispettive eseguite dal software di Mountain View.