Aprire un blog – Discorso preliminare.

Pubblicato: luglio 26, 2010 in Senza categoria
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Sempre attento a ciò che proviene dalla richiesta di amici, conoscenti, clienti, fornitori e persone che mi stanno intorno, vado a scrivere una serie di articoli sulla scrittura di un blog dedicandolo proprio ai ragazzi che mi hanno detto di averne, molto probabilmente, bisogno.
Il blog fa gola, non c’è che dire, permette di esprimersi e per chi, vuol essere anche attento al traffico che si genera in rete, è un ottimo strumento perché la sua home page costituita da molto testo e i vari hyperlink disseminati, nonché una vasta tipologia di argomenti, lo mettono in buona luce per i motori di ricerca.
La prima cosa da considerare però è di che tipo di blog si ha bisogno, cercando di affrontare un auditing molto accurato nei propri confronti. Siamo dei tipi videogenici? Possiamo aprirci un “blog” (le virgolette sono d’obbligo) su youTube; siamo fotografi? C’è Flicr: un ottimo repository di fotografia il cui limite, alcune volte, è quello di perdersi in troppi tecnicismi; vogliamo sperimentarci con un tipo di scrittura breve e sintetica chi meglio di Twitter? Come potete capire ci sono tante piattaforme (e ho nominato soltanto quelle superfamose), ma tutte ci dànno la possibilità di dialogare con il mondo. Ovviamente ci sono anche i blog veri e propri e, prima di cominciare con la scrittura dei nostri articoli anche qui è bene capire quale sia la piattaforma che faccia al caso nostro. Personalmente ho provato: Splinder, Blogger e WordPress e quest’ultimo mi sembra il migliore.
La comunità di Splinder infatti, al tempo, era molto viva ma avere un nome a dominio personale costa molto di più rispetto alla concorrenza. Blogger ha un grande vantaggio è connesso con Google e i vostri articoli verranno indicizzati con una velocità estrema sui motori di ricerca, il suo svantaggio? Quello di essere poco personalizzabile. WordPress è infinitamente il migliore, ma ovviamente secondo me, dà la possibilità di cambiare il layout in tutto e per tutto, è open source ed è possibile inserire diversi widget che possono interfacciarlo con i migliori social network. Come vedete prima di prendere un’inziativa ci sono un bel po’ di cose da sapere, la verità è che inquadrare prima il modo di dire le cose e poi il luogo dove dirle può essere utile a sé stessi e a chi ci guarda, legge, ascolta. Spero di aver fatto cosa gradito con questo post, se così, ci rividremo ai prossimi articoli.

Guarda come ti trovo

Pubblicato: luglio 13, 2010 in motori di ricerca

Il web 2.0 è quello dove il contenuto viaggia più dell’informazione, l’epoca dei social network dove le persone condividono le loro idee e i loro sbalzi d’umore. 123 People è un motore di ricerca dedicato per chi vuole trovare informazioni sulle persone, niente più elenchi trelefonici, su Internet basta digitare nome e cognome e possiamo trovare chi vogliamo con un’interfaccia grafica accattivante. Non siamo tutti dediti allo stalking, e meno male, e allora ci capita la briga di ricercare informazioni ben dettagliate su una determinata discussione: Google ha pensato bene di inserire sulla nuova interfaccia una colonna a sinistra dedicata a questo tema, ma Boardtracker, Boardreader e Omgii possono essere una valida alternativa. Qualora volessimo ricercare un determinato argomento sui blog ancora una volta la nuova interfaccia di Google e la già citata colonna di sinistra può esserci utile, qual ora volessimo qualcosa di più specifico può venirci incontro Technorati. TweetBeep ci può essere utile per rintracciare i cinguettii che vogliamo su Twitter. In poche parole, gente, è il caso di dire che chi vuol cercare: trova.

Ogni sito dinamico che si rispetti ha avuto a che fare con “l’annoso” problema dell’url rewriting, Facebook non fa eccezione anche se il suo link è abbastanza pulito. Per rendere l’indirizzo più facile da ricordare e più apprezzato dai motori di ricerca basta utilizzare i vanity url trasformando la vostra pagina personale o il vostro profilo nella struttura:

http://www.facebook.com/nomecognome

http://www.facebook.com/nomepagina

Qualora una ditta concorrente volesse farvi uno scherzetto trasformando il vostro url in qualcosa che non vi si addice, Facebook stesso, dopo aver attestato la paternità della pagina, impedirà questa volgare tecnica. Gli unici vincoli per poter avere un vanity url sono i seguenti:

  • Il vanity url è libero
  • La vostra pagina ha più di 25 utenti.

Per procedere con l’assegnazione del nuovo url:

Da questa pagina scegliersi un nuovo nome utente è una cosa abbastanza intuitiva, ma qualora ci fossero problemi restiamo a vostra disposizione.

Facebook Vanity Url

Quello che viene definito come “URL landrush“, ovvero un’ ottimizzazione in senso molto SEO dei profili e delle pagine fan di Facebook è stato annunciato come operativo per il 13 Giugno 2009.

Quando si parla di Microsoft molto spesso si parla di software chiuso, poi uno pensa che c’è CodePlex e la storia cambia. Questa volta presentiamo un set di controlli grafici che tanto ci piacciono, la suite si chiama Fluent Ribbon Control Suite e, leggendo la breve intervista rilasciata via chat dal creatore della suite potete farvi una rapida idea sulla bellezza grafica di questi controlli e sul loro utilizzo. Vi lasciamo con alcuni screenshot del progetto.

La storia di Facebook non è per niente facile, si è trascinata sulle aule di tribunale ed altri intrighi, Harvard contro Mar Zuckerberg, giovanissimo  miliardario. Il film si chiamerà the Social Network. L’uscita del lungo metraggio è prevista il 1 Ottobre negli USA, da noi l’11 Novembre. Al momento è considerato uno stracult che scava nel gossip della silicon valley. Lo slogan recita chiaramente non ti fai cinquecentomila amici senza avere nessun nemico. Nel nostro blog potete trovare in anteprima il trailer audio aspettando l’uscita di quello ufficiale.

HTML5, W3C e la geolocalizzazione

Pubblicato: giugno 28, 2010 in HTML
HTML 5 e la geolocalizzazione

Tra le tante novità introdotte in HTML5 il w3c, prendendo spunto dal web 2.0, rilascia API per la georeferenziazione

La localizzazione geografica sul web è un mondo affascinante nato già con i primi siti internet quando venivano caricate mappe geografiche che, grazie anche all’utilizzo di animazioni flash potevano essere ingrandite.

Il servizio di geolocalizzazione proposto da Google necessita di ben poche presentazioni, l’accordo stipulato da BigG e TeleAtlas ha fatto la fortuna di molte aziende, Microsoft ha risposto sfruttando le mappe digitali di un’altra importante azienda: Navteq.

Con l’approssimarsi della release definitiva di HTML5 il W3C intuisce l’importanza della geolocalizzazione e rilascia un API ufficiale al momento in stato di working draft. Tutto ciò contribuisce ad alimentare il clamore verso il nuovo metalinguaggio, per un articolo più apprfondito e per i primi approcci pratici rimandiamo a questo interessantissimo articolo.

Google Me sfida, Facebook trema

Pubblicato: giugno 28, 2010 in social media

BigG, alias Google, c’è sempre piaciuta. Ci piace lo spirito di un’azienda che è sempre un working progress e che fa del laboratorio e della sperimentazione il suo presupposto primario.

Il sogno di Mountain View resta un sistema operativo altamente innovativo che dovrebbe con-fondere applicativi web e desktop. Mercato che fa gola anche alle gazelle di Microsoft.

Nel frattempo che arrivi il futuro, Google vuole sbarcare nei social media, qualche anno fa con Google Buzz aveva provato a sfidare Twitter (con risultati non troppo positivi a dire il vero), ora lancia il guanto a facebook con la nuovissima piattaforma Google Me. A questo punto la domanda sorge spontanea a cosa serve un altro Facebook a noi, semplici, utenti? Google Me è una collaborazione tra BigG e Kevin Rose, il fondatore di Digg, per molti avrà la potenzialità di un utenza pari a circa 200.000 membri  altri affermano che non è niente di più di un potenziamento del vecchio e ottimo Google Profile, forse la verità sta nel mezzo e, al momento, l’attesa.

Correva l’anno 2008 e Barack Obama, candidato alle elezioni presidenziali americane, si muove in una direzione nuova rispetto alla campagnia elettorale: scoprendo i social network e, tra questi, principalmente Facebook. Molti esperti di media e comunicazione riassumono questa mossa con il paradigma yes we(b) can e chiamano Barack Obama il presidente.com. Il successo politico ma soprattutto quello economico (perché Obama grazie a Facebook raccoglie soldi, tanti, soldi), spingono moltissimi politici di tutto il mondo a guardare in maniera propositiva al mondo dei social media. Ecce web log ha riportato in auge la questione politica perché, a distanza di anni, molti giornali online, proprio oggi, 24 giugno 2010, dànno spazio alla nuova presenza di Silvio Berlusconi su Twitter.

Il cavaliere e internet hanno avuto un rapporto particolare, lui, intelligente, ne riconosce le potenzialità ma non poche volte ha dimostrato di non conoscerlo a fondo. Eppure ha deciso di sbarcare su Twitter, forse la più esigente tra le comunità presenti in rete, poiché se si vuole stare su Facebook uno può anche assumere una persona che scriva gli articoli al posto suo, ma il posto dove si cinguetta non tollera proprio bene gli alias e i porta voce. Qualora sentirete il bisogno, politici, di sbarcare su Twitter tenetela bene a mente questa cosa.

Per quanto riguarda Facebook vedo invece che molti politici hanno una pagina personale: ecco, questi politici hanno sbagliato tutto. Non basta per una personalità essere presente su fb, bisogna anche analizzare i dati relativi alle visite, un profilo personale non dà nessun modo di sapere chi, come, quando e perché ha visionato la nostra pagina. Statistiche e report possibili gratuitamente con il servizio insight ma, affidandosi a chi è più pratico del mondo dei social media si può essere anche più precisi integrando utilissime funzionalità di analisi tipicamente SEO. Chiudiamo sperando di aver fatto cosa gradita a chi ha letto questo articolo, non era nostra intenzione svelare i segreti del mondo dei social media, ma semplicemente dare un paio di consigli basilari per aiutare chi vuol essere presente con un po’ di storia di contorno che male non fa. Buona navigazione, naviganti.

Bye by NING

Pubblicato: giugno 10, 2010 in social media

Logo NingIl 4 Maggio del 2010, NING il network per creare community e social network ha chiuso i battenti per la sua versione free. Lo volete? Acquistate il servizio premium. Quando incominciò a muovere i primi passi Ning lo fece con un gran trambusto, stava per sfidare Facebook e MySpace, come si legge in questo interessante articolo, tra i suoi sviluppatori c’era addirittura Marc Anderssen co-fondatore di Mosaic, il browser da cui a preso le mosse Internet Explorer, per capirci.

Ning era uno dei più importanti social space, la sua caratteristica principale era la costruzione online di vere e proprie community. La sfida a Facebook non sembra dunque essere riuscita se il social network ha chiuso i battenti alla sua versione a pagamento, il dominio di Fb sembra proprio essere incontrastato e, da statistiche del mese scorso, ci informiamo che anche il servizio di microblogging più famoso del mondo, Twitter, sembra avere avuto un forte calo. Facebook, solo facebook, facebook e basta? D’altronde anche lo stesso mySpace ha subito una forte scossa. Ma se anche Facebook diventasse a pagamento? Quali precauzioni potreste prendere? Intanto dal sito di Robin Good e dalla foresta di Sharewood arrivano confortanti notizie per coloro che hanno ancora voglia di crearsi una community, leggete il seguente articolo per vedere i servizi alternativi a Ning, al momento non resta che salutarvi esclamando un famoso paradosso: Ning è morto, lunga vita a Ning.

Buona navigazione, naviganti.

Immagine prelevata dalla rete e correlata all'articolo benvenuto HTML 5Tutti lo attendono con ansia, qualcuno avrà trovato finalmente il suo Godot? In un’epoca in cui il prodotto che acquisto è ciò che sono l’ipotesi potrebbe essere plausibile, ma la trasformazione dell’essere umano, in essere macchina, essere iPhone, essere abbiente, non ci interessa minimamente. Ma cos’è quindi Html5? Principalmente è un  ipertestuale metalinguaggio, attualmente in draft, arrivato alla sua quinta versione. Perché lo si attende? La polemica flash-adobe può essere considerato il capitolo più noto, ma al di là della sua importanza quale strumento che andrà volutamente a sostituire il vecchio (e a volte inutile e comunque costoso e comunque compreso di un linguaggio di scripting folle come ActionScript) Adobe Flash, Html 5 è anche un meta-linguaggio con molte funzionalità interessanti.

  • Per i designer sperimentatori l’introduzione del tag <canvas> permetterà di disegnare direttamente sul vostro sito delle immagini a mo’ di Paint, un bellissimo esempio di quanto può essere realizzato potete trovarlo nel sito SketchPad. La cosa fantastica è che il tag in questione possa renderizzare anche immagini in 3 dimensioni.
  • Finalmente i concetti di web semantico possono essere più semplici con l’introduzione di tag specifici come:
  • <menu>
  • <video>
  • <audio>
  • Il caching di dati nativo permette alle applicazioni di lavorare anche offline.
  • L’introduzione dei famosi web forms 2.0 che non richiedono più l’autenticazione dei dati tramite funzioni javascript poco usabili, se non rafforzate lato server, qualora gli utenti avessero il servizio js disabilitato.

Queste sono soltanto alcune peculiarità di un nuovo meta-linguaggio che, detto francamente, ci piace; il resto della polemica Jobs – Adobe Player. almeno a noi, ci sembra un po’ troppo esagerata (Microsoft sarebbe stata crocifissa per molto meno), già con la prima uscita del melafonino Apple s’era abrogata il diritto di cancellare le applicazioni installate sull’iPhone che non gli stavano a genio.

Buona navigazione, naviganti, e grazie di esservi soffermati su questa panoramica.