Archivio per la categoria ‘social media’

Google Shopping Center cellula del Google Merchant Center è stato attivato stamattina, pensiamo che l’applicativo farà del servizio di geolocalizzazione del famoso Google Map e dell’atesissimo Google HotPot dei punti di forza. Nell’immagine alleghiamo una visualizzazione del nuovo Google Shopping Italia:

Il servizio è raggiungibile al seguente URL, sarà la rinascita dell’ecommerce? Per maggiori info seguite il blog di Giacomo Pelagatti e Nicola Iacoucci.

A furor di popolo il tasto mi piace ce l’ha fatta! Erano nate pagine su facebook che tifavano il famoso Like al posto del pulsante condividi, il popolo di facebook ha chiesto a gran voce: rivogliamo il tasto mi piace, avete cliccato su questo link? Ecco bravi, quella pagina ci serve a mo’ di cappello, non imitatela mai se siete poco esperti di facebook, non è così che si attira gente verso la propria attività!

Il tasto mi piace, dunque, è risorto: lunga vita al tasto mi piace!


 

Effettuando un’analisi di quello che è il nuovo tasto, però ci accorgiamo che qualcosa è cambiato…

Finora sappiamo tutti che è cambiata la visualizzazione dei link esterni quando cliccate su mi piace:

Non c’è che dire: i click sul nuovo tasto mi piace sono molto più visibili sia nel nostro profilo che sulla home page della nostra bacheca facebook, ma per comprendere queste funzionalità vi rimando all’ottimo lavoro di Facebook strategy (cioè al primo link inserito in questo post).

 

Ma quali sono gli effetti collaterali che possono scaturire da questo trionfo? Innanzi tutto, prima di decretare la vittoria del nuovo Like, Facebook aveva decretato una scelta che provocò diversi spasmi ai designer web: la deprecazione del proprio FBML a vantaggio di una delle tecniche più schifose che l’HTML abbia mai potuto immaginare: l’IFrame! L’IFrame è, per chi non lo conoscesse, un’istruzione HTML, un bel riquadro fluttuante nel bel mezzo della pagina dove potete caricare di tutto, dal sito della Coca-Cola o della Pepsi (per par condicio) a un bel malaware-spyware-virus troiano come la mamma che l’ha generato. Ma perché una mossa del genere? Secondo alcuni apocalittici che, in questo caso, vede anche la nostra presenza, l’IFrame servirà per inserire praticamente tutto il web dentro le pagine facebook: una gran bella risposta a chi aveva pensato di far fuori facebook dal suo ambìto motore di ricerca, voi cosa ne pensate siamo troppo apocalittici? Di sicuro c’è che qualcosa sta cambiando sul serio, stiamo a guardare e, nel frattempo, pensiamo a come comportarci con i nostri fan (e in alcuni casi clienti) ora che Facebook si è rivolto all’esterno per prenderselo in blocco 🙂

 

 

 

Lo avevamo preannunciato in un link pubblicato all’interno della nostra pagina web: il logo del summit del web 2.0, tenutosi a san Fransisco nel mese di Novembre, sembrava quello di una battaglia a Risiko: Google contro Facebook, Apple contro Adobe, Google contro Apple, Netfix contro Hulu, Twitter contro Facebook, Microsoft contro Google.

I primi sentori di questa battaglia si sono avuti già dall’Aprile del 2010, quando Steve Jobs, in occasione della presentazione della nuova versione Beta dell’iPhone OS 4.0 (il primo iOS), si scaglia pesantemente contro Adobe Flash, la quale, dal canto suo, aveva presentato da qualche mese la versione del nuovo Flash CS5: un software dedicato alla creazione e alla compilazione di applicativi per iPhone e iPod touch, la risposta di Jobs e soci è chiara e semplice: Adobe Flash non fa parte degli standard di sviluppo per iOS. Dal 13 Settembre 2010, anche grazie al fiorire di soluzioni mobile che fanno largo uso di applicativi Open Source, le cose sembrano campiere e Adobe Flash rientra nei piani Apple. Siamo solo alla fine di una prima guerra? Staremo a vedere, intanto, un’altra sta bussando alle porte.

Per tutti gli utenti di Google.com (il tool non è ancora disponibile per la versione .it), BigG ha proposto la sua nuova versione del motore di ricerca: il Search Engine del web per eccellenza si presenta con una barra in alto che ricorda molto il design dei social network, che Google sia interessata a questo mercato di certo non fa notizia, il progetto Google Me, di cui abbiamo parlato in passato e i tentavi mal riusciti di Google Buzz vanno in quella direzione. Oltre al design va segnalato sicuramente il tanto chiacchierato “nuovo” Google social search: il motore di ricerca lanciato più di un anno fa, che si apre al mondo dei social network e, mentre Facebook modifica il suo search interno seguendo lo stile di BigG, quest’ultima modifica il suo design con una barra in stile Facebook. Tutti d’amore e d’accordo? Assolutamente no, perché su Google Social Search compaiono tanti social network tranne che… Facebook! (social su cui invece punta il rivale Bing): come mai Google ha deciso di chiudere le porte della ricerca sul social web proprio al sito di Zuckerberg e soci? ne sapete qualcosa di più? vi siete fatti un’idea? Parliamone… 😉 a parte questi dubbi amletici c’è da dire che Google social Search riabilita (tra l’altro non ce n’era proprio il bisogno), la forza dei social network: il funzionamento  è molto interessante e, chi meglio, di giorgiotave, esperto SEO può spiegarne il funzionamento? Così abbiamo deciso di pubblicare questo link da YouTube che spiega le differenze tra le ricerche social effettuate in Bing e le rispettive eseguite dal software di Mountain View.

Guarda come ti trovo

Pubblicato: luglio 13, 2010 in motori di ricerca

Il web 2.0 è quello dove il contenuto viaggia più dell’informazione, l’epoca dei social network dove le persone condividono le loro idee e i loro sbalzi d’umore. 123 People è un motore di ricerca dedicato per chi vuole trovare informazioni sulle persone, niente più elenchi trelefonici, su Internet basta digitare nome e cognome e possiamo trovare chi vogliamo con un’interfaccia grafica accattivante. Non siamo tutti dediti allo stalking, e meno male, e allora ci capita la briga di ricercare informazioni ben dettagliate su una determinata discussione: Google ha pensato bene di inserire sulla nuova interfaccia una colonna a sinistra dedicata a questo tema, ma Boardtracker, Boardreader e Omgii possono essere una valida alternativa. Qualora volessimo ricercare un determinato argomento sui blog ancora una volta la nuova interfaccia di Google e la già citata colonna di sinistra può esserci utile, qual ora volessimo qualcosa di più specifico può venirci incontro Technorati. TweetBeep ci può essere utile per rintracciare i cinguettii che vogliamo su Twitter. In poche parole, gente, è il caso di dire che chi vuol cercare: trova.

Ogni sito dinamico che si rispetti ha avuto a che fare con “l’annoso” problema dell’url rewriting, Facebook non fa eccezione anche se il suo link è abbastanza pulito. Per rendere l’indirizzo più facile da ricordare e più apprezzato dai motori di ricerca basta utilizzare i vanity url trasformando la vostra pagina personale o il vostro profilo nella struttura:

http://www.facebook.com/nomecognome

http://www.facebook.com/nomepagina

Qualora una ditta concorrente volesse farvi uno scherzetto trasformando il vostro url in qualcosa che non vi si addice, Facebook stesso, dopo aver attestato la paternità della pagina, impedirà questa volgare tecnica. Gli unici vincoli per poter avere un vanity url sono i seguenti:

  • Il vanity url è libero
  • La vostra pagina ha più di 25 utenti.

Per procedere con l’assegnazione del nuovo url:

Da questa pagina scegliersi un nuovo nome utente è una cosa abbastanza intuitiva, ma qualora ci fossero problemi restiamo a vostra disposizione.

Facebook Vanity Url

Quello che viene definito come “URL landrush“, ovvero un’ ottimizzazione in senso molto SEO dei profili e delle pagine fan di Facebook è stato annunciato come operativo per il 13 Giugno 2009.

La storia di Facebook non è per niente facile, si è trascinata sulle aule di tribunale ed altri intrighi, Harvard contro Mar Zuckerberg, giovanissimo  miliardario. Il film si chiamerà the Social Network. L’uscita del lungo metraggio è prevista il 1 Ottobre negli USA, da noi l’11 Novembre. Al momento è considerato uno stracult che scava nel gossip della silicon valley. Lo slogan recita chiaramente non ti fai cinquecentomila amici senza avere nessun nemico. Nel nostro blog potete trovare in anteprima il trailer audio aspettando l’uscita di quello ufficiale.

Google Me sfida, Facebook trema

Pubblicato: giugno 28, 2010 in social media

BigG, alias Google, c’è sempre piaciuta. Ci piace lo spirito di un’azienda che è sempre un working progress e che fa del laboratorio e della sperimentazione il suo presupposto primario.

Il sogno di Mountain View resta un sistema operativo altamente innovativo che dovrebbe con-fondere applicativi web e desktop. Mercato che fa gola anche alle gazelle di Microsoft.

Nel frattempo che arrivi il futuro, Google vuole sbarcare nei social media, qualche anno fa con Google Buzz aveva provato a sfidare Twitter (con risultati non troppo positivi a dire il vero), ora lancia il guanto a facebook con la nuovissima piattaforma Google Me. A questo punto la domanda sorge spontanea a cosa serve un altro Facebook a noi, semplici, utenti? Google Me è una collaborazione tra BigG e Kevin Rose, il fondatore di Digg, per molti avrà la potenzialità di un utenza pari a circa 200.000 membri  altri affermano che non è niente di più di un potenziamento del vecchio e ottimo Google Profile, forse la verità sta nel mezzo e, al momento, l’attesa.

Correva l’anno 2008 e Barack Obama, candidato alle elezioni presidenziali americane, si muove in una direzione nuova rispetto alla campagnia elettorale: scoprendo i social network e, tra questi, principalmente Facebook. Molti esperti di media e comunicazione riassumono questa mossa con il paradigma yes we(b) can e chiamano Barack Obama il presidente.com. Il successo politico ma soprattutto quello economico (perché Obama grazie a Facebook raccoglie soldi, tanti, soldi), spingono moltissimi politici di tutto il mondo a guardare in maniera propositiva al mondo dei social media. Ecce web log ha riportato in auge la questione politica perché, a distanza di anni, molti giornali online, proprio oggi, 24 giugno 2010, dànno spazio alla nuova presenza di Silvio Berlusconi su Twitter.

Il cavaliere e internet hanno avuto un rapporto particolare, lui, intelligente, ne riconosce le potenzialità ma non poche volte ha dimostrato di non conoscerlo a fondo. Eppure ha deciso di sbarcare su Twitter, forse la più esigente tra le comunità presenti in rete, poiché se si vuole stare su Facebook uno può anche assumere una persona che scriva gli articoli al posto suo, ma il posto dove si cinguetta non tollera proprio bene gli alias e i porta voce. Qualora sentirete il bisogno, politici, di sbarcare su Twitter tenetela bene a mente questa cosa.

Per quanto riguarda Facebook vedo invece che molti politici hanno una pagina personale: ecco, questi politici hanno sbagliato tutto. Non basta per una personalità essere presente su fb, bisogna anche analizzare i dati relativi alle visite, un profilo personale non dà nessun modo di sapere chi, come, quando e perché ha visionato la nostra pagina. Statistiche e report possibili gratuitamente con il servizio insight ma, affidandosi a chi è più pratico del mondo dei social media si può essere anche più precisi integrando utilissime funzionalità di analisi tipicamente SEO. Chiudiamo sperando di aver fatto cosa gradita a chi ha letto questo articolo, non era nostra intenzione svelare i segreti del mondo dei social media, ma semplicemente dare un paio di consigli basilari per aiutare chi vuol essere presente con un po’ di storia di contorno che male non fa. Buona navigazione, naviganti.

Bye by NING

Pubblicato: giugno 10, 2010 in social media

Logo NingIl 4 Maggio del 2010, NING il network per creare community e social network ha chiuso i battenti per la sua versione free. Lo volete? Acquistate il servizio premium. Quando incominciò a muovere i primi passi Ning lo fece con un gran trambusto, stava per sfidare Facebook e MySpace, come si legge in questo interessante articolo, tra i suoi sviluppatori c’era addirittura Marc Anderssen co-fondatore di Mosaic, il browser da cui a preso le mosse Internet Explorer, per capirci.

Ning era uno dei più importanti social space, la sua caratteristica principale era la costruzione online di vere e proprie community. La sfida a Facebook non sembra dunque essere riuscita se il social network ha chiuso i battenti alla sua versione a pagamento, il dominio di Fb sembra proprio essere incontrastato e, da statistiche del mese scorso, ci informiamo che anche il servizio di microblogging più famoso del mondo, Twitter, sembra avere avuto un forte calo. Facebook, solo facebook, facebook e basta? D’altronde anche lo stesso mySpace ha subito una forte scossa. Ma se anche Facebook diventasse a pagamento? Quali precauzioni potreste prendere? Intanto dal sito di Robin Good e dalla foresta di Sharewood arrivano confortanti notizie per coloro che hanno ancora voglia di crearsi una community, leggete il seguente articolo per vedere i servizi alternativi a Ning, al momento non resta che salutarvi esclamando un famoso paradosso: Ning è morto, lunga vita a Ning.

Buona navigazione, naviganti.