Il web 2.0 è quello dove il contenuto viaggia più dell’informazione, l’epoca dei social network dove le persone condividono le loro idee e i loro sbalzi d’umore. 123 People è un motore di ricerca dedicato per chi vuole trovare informazioni sulle persone, niente più elenchi trelefonici, su Internet basta digitare nome e cognome e possiamo trovare chi vogliamo con un’interfaccia grafica accattivante. Non siamo tutti dediti allo stalking, e meno male, e allora ci capita la briga di ricercare informazioni ben dettagliate su una determinata discussione: Google ha pensato bene di inserire sulla nuova interfaccia una colonna a sinistra dedicata a questo tema, ma Boardtracker, Boardreader e Omgii possono essere una valida alternativa. Qualora volessimo ricercare un determinato argomento sui blog ancora una volta la nuova interfaccia di Google e la già citata colonna di sinistra può esserci utile, qual ora volessimo qualcosa di più specifico può venirci incontro Technorati. TweetBeep ci può essere utile per rintracciare i cinguettii che vogliamo su Twitter. In poche parole, gente, è il caso di dire che chi vuol cercare: trova.
Asp.Net, Fluent Ribbon: WPF – Stile MS Office nelle tue applicazioni
Posted: giugno 29, 2010 in ASP.NETQuando si parla di Microsoft molto spesso si parla di software chiuso, poi uno pensa che c’è CodePlex e la storia cambia. Questa volta presentiamo un set di controlli grafici che tanto ci piacciono, la suite si chiama Fluent Ribbon Control Suite e, leggendo la breve intervista rilasciata via chat dal creatore della suite potete farvi una rapida idea sulla bellezza grafica di questi controlli e sul loro utilizzo. Vi lasciamo con alcuni screenshot del progetto.

Tra le tante novità introdotte in HTML5 il w3c, prendendo spunto dal web 2.0, rilascia API per la georeferenziazione
La localizzazione geografica sul web è un mondo affascinante nato già con i primi siti internet quando venivano caricate mappe geografiche che, grazie anche all’utilizzo di animazioni flash potevano essere ingrandite.
Il servizio di geolocalizzazione proposto da Google necessita di ben poche presentazioni, l’accordo stipulato da BigG e TeleAtlas ha fatto la fortuna di molte aziende, Microsoft ha risposto sfruttando le mappe digitali di un’altra importante azienda: Navteq.
Con l’approssimarsi della release definitiva di HTML5 il W3C intuisce l’importanza della geolocalizzazione e rilascia un API ufficiale al momento in stato di working draft. Tutto ciò contribuisce ad alimentare il clamore verso il nuovo metalinguaggio, per un articolo più apprfondito e per i primi approcci pratici rimandiamo a questo interessantissimo articolo.
Tutti lo attendono con ansia, qualcuno avrà trovato finalmente il suo Godot? In un’epoca in cui il prodotto che acquisto è ciò che sono l’ipotesi potrebbe essere plausibile, ma la trasformazione dell’essere umano, in essere macchina, essere iPhone, essere abbiente, non ci interessa minimamente. Ma cos’è quindi Html5? Principalmente è un ipertestuale metalinguaggio, attualmente in draft, arrivato alla sua quinta versione. Perché lo si attende? La polemica flash-adobe può essere considerato il capitolo più noto, ma al di là della sua importanza quale strumento che andrà volutamente a sostituire il vecchio (e a volte inutile e comunque costoso e comunque compreso di un linguaggio di scripting folle come ActionScript) Adobe Flash, Html 5 è anche un meta-linguaggio con molte funzionalità interessanti.
- Per i designer sperimentatori l’introduzione del tag <canvas> permetterà di disegnare direttamente sul vostro sito delle immagini a mo’ di Paint, un bellissimo esempio di quanto può essere realizzato potete trovarlo nel sito SketchPad. La cosa fantastica è che il tag in questione possa renderizzare anche immagini in 3 dimensioni.
- Finalmente i concetti di web semantico possono essere più semplici con l’introduzione di tag specifici come:
- <menu>
- <video>
- <audio>
- Il caching di dati nativo permette alle applicazioni di lavorare anche offline.
- L’introduzione dei famosi web forms 2.0 che non richiedono più l’autenticazione dei dati tramite funzioni javascript poco usabili, se non rafforzate lato server, qualora gli utenti avessero il servizio js disabilitato.
Queste sono soltanto alcune peculiarità di un nuovo meta-linguaggio che, detto francamente, ci piace; il resto della polemica Jobs – Adobe Player. almeno a noi, ci sembra un po’ troppo esagerata (Microsoft sarebbe stata crocifissa per molto meno), già con la prima uscita del melafonino Apple s’era abrogata il diritto di cancellare le applicazioni installate sull’iPhone che non gli stavano a genio.
Buona navigazione, naviganti, e grazie di esservi soffermati su questa panoramica.
Buona giornata marinai questo è un nuovo post in un nuovo blog realizzato mentre sto progettando un nuovo brand alla faccia di chi dice che non c’è nulla di nuovo sotto il sole casomai, come affermava Borges, nulla c’è, ok, ma di antico.
Ma lasciamo Borges, il nuovo, il vecchio, il secolo breve e cominciamo parlando di web design, affrontando uno dei temi più interessanti e discussi di questo ultimo (decennio): i CSS3.
La nuova tecnologia di formattazione dei documenti HTML non è infatti così nuova come vogliono farci credere, il W3C parla di CSS3 già dal lontano 1999, guide, articoli e primi passi (in lingua italiana!) hanno visto la loro prima pubblicazione già nel 2007. Da circa 11 anni, quindi, la nuova tecnologia stenta ad affermarsi e non tanto perché i webdesigner non vogliono farne uso, ma perché i browser non vogliono farne uso. Googlando sull’argomento ho letto che la colpa era del W3C: troppo lenta nel fare uscire le specifiche per i fogli di stile, macché, ahò, quelli li sponorizzano da dieci anni almeno, la verità è che i nuovi effetti grafici (bellissimi e utilissimi) proposti da questa tecnologia, non sono propriamente facilmente standardizzabili, ci sono alcune regole che usano il prefisso webkit (quelle per il browser Safari) e altre che fanno un po’ di “SPAM” e incominciano per -moz. In tutto ciò Microsoft sta a guardare, stesso atteggiamento utilizzato per l’altra tecnologia rivoluzionaria del momento (ma questa è veramente nuova anche se non sappiamo ancora quanto rivoluzionaria) HTML5. Alcune specifiche, poi, come la tanto attesa ombra dietro gli elementi non fa parte del DOM, provate ad utilizzare due ombreggiature una accanto all’altra: le vedrete magicamente sovrapporsi.
Arrivati a questo punto dopo tanto dire, ho deciso di scartare il design basato su CSS3 per il mio nuovo sito web. Ammetto che ciò che mi ha fermato (oltre a quanto detto prima) è stato soprattutto la mancanza di supporto della tecnologia da parte di Internet Explorer, che Microsoft piaccia o no, sfido chiunque a proporre ad un proprio cliente un sito non compatibile per il browser più usato nel mondo. C’è qualcuno di voi che ha già utilizzato CSS3? Come ha superato gli scogli di questa tecnologia? Al momento, almeno per me, conviene aspettare, buona navigazione, naviganti.



